giovedì 29 aprile 2010

Parole sante

Malgrado l'enorme concentrazione di potere nelle mani di Berlusconi, il suo governo non è stato in grado di promuovere nessuna delle riforme strutturali necessarie al Paese.

Significa che questo tipo di democrazia plebiscitaria non produce decisioni perchè si basa sull'accumulazione del consenso, sui sondaggi e gli indici di gradimento, mentre sappiamo bene che per fare le vere riforme è necessario sfidare interessi costituiti, rischiare di creare dissensi e scontento. Altrimenti è solo demagogia.

Per questo, le riforme esigono la politica capace di chiedere un sacrificio oggi per un vantaggio domani.

Questa politica non va daccordo con la ricerca continua del gradimento personale.

Massimo D'Alema, oggi sul Corriere della Sera.

Commenti

1. Ernesto ha detto...

Sembre una barzelletta e per giunta detta da Delema,colui che pubblica i libri con la mondatori,colui che non ha mai fatto nulla per il conflitto d'interessi,pensi che persino nel pdl si sono accorti del conflitto d'interessi,le riforme non servono,occorre solo che tutti paghino le tasse,occorre solo combattere l'evasione fiscale,la costituzione non si tocca,la ritengo un vero e propio capolavoro,credo sia tra le prime al mondo,nessun polito di questa classe sociale ha l'autorevolezza di modificare la costituzione.

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