venerdì 23 aprile 2010

L'opposizione che vorrei

Ho finito adesso di leggere la relazione di Bersani alla direzione nazionale di sabato scorso e l'ho trovata piena di spunti interessanti.

Nel post sull'anali del voto a Dragona, Mario contesta il modo di fare opposizione a Roma e in Municipio.

Io concordo.

Quando si vota gli elettori decidono che governa e chi fa opposizione, cioè chi controlla.

Chi ha avuto modo di frequentare un'assemblea elettiva sa invece quanto sia facile costruire rapporti trasversali, e come tali rapporti siano vitali in alcuni momenti.

Dal 2001 al 2006 sono stato il capogruppo dei DS, all'opposizione in XIII Municipio. Ero l'ultimo arrivato ed ho imparato molto, ho imparato dagli altri compagni DS cosa significa sapere da che parte stare, ma ho anche imparato dagli amici della margherita l'arte di dividere, di aprire dei fronti, di far emergere le contraddizioni nella maggioranza.

Ho anche imparato però, che a volte il trasversalismo è davvero una brutta malattia.

Quando si sa da che parte stare, bisogna saper rinunciare ad alcune opportunità, bisogna saper rinunciare a cogestire, bisogna costruire il proprio consenso personale sulla base dell'azione politica e non sulla capacità di dare risposte.

Le risposte in termini amministrativi le può dare solo chi governa o chi sostiene dei fronti aperti contro la maggioranza.

Noi dal 2001 al 2006 abbiamo fatto questo, e la classe dirigente della destra di quegli anni non ne è uscita affatto bene, neanche personalmente.

La destra a Roma invece dal 1993 al 2008 ha preferito trattare qualcosa anche per sè, ed è stata 15 anni all'opposizione.

Fate voi.....

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