RU 486
Michele Serra ne l'Amaca di Repubblica del 9 aprile dice la sua sulla pillola ru 486, ed io concordo:
"Preferisco prendere una pillola all'intervento chirurgico".
Chi potrebbe smentire o confutare, in termini logici, questa frase? Conoscete qualcuno che, a parità di risultato, preferirebbe i ferri del chirurgo ad una pillola?
Il problema è che questa frase è stata pronunciata , in un'intervista riflessiva e serena, dalla giovane donna italiana salita (suo malgrado) agli onori della cronaca per aver deciso di abortire, in una clinica barese, con la pillola RU 486. Già madre ha rinunciato ad un nuovo figlio per gravi problemi di salute.
In termini "morali" che cos'ha di diverso e di più disdicevole, l'aborto per pillola, rispetto a quello chirurgico? La differenza è una sola: rende meno traumatica, meno invasiva, meno dolorosa l'interruzione della gravidanza. Per ciò stesso la RU 486 viene combattuta dal "partito della vita" (che minaccia pericolosamente di coincidere con il "partito dell'amore", cioè con il potere italiano).
Viene combattuta perchè - ripeto, a parità di risultato - non aggiunge al dolore psicologico dell'aborto alcuna ferita fisica. Non punisce. E di questa mancata punizione, che infrange una soggezione millenaria del corpo delle donne alla potestà del Padre, i "tradizionalisti" hanno il terrore.
Commenti
1. Lorenzo ha detto...
Andrea,per tante persone è una questione morale, si preferirebbe che le persone andassero all'estero a praticare l'aborto,l'importante è che si dica che l'italia non è un paese abortista,occhio non vede cuore non duole...
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