Partiamo dai risultati
La Regione Lazio è persa, ce ne dobbiamo fare una ragione.
Domani sera a Dragona proveremo a fermarci a pensare per riapartire.
Ci tenevo però a rivendicare i risultati più importanti della "ditta" Marrazzo Montino sul municipio dove abito, il XIII:
- Cofinanziamento del posteggio della stazione di Acilia (500.000,00 euro su un complesso di 750.000,00);
- Finanziamento del nuovo Ponte della Scafa con connessa viabilità ( 20 milioni di euro circa);
- Finanziamento del sottopasso via di Dragoncello, via di Macchia Saponara nell'ambito degli art. 11;
- Finanziamento e approvazione del progetto della nuova stazione di Acilia Sud, dei pannelli fonoassorbenti ad Ostia e dei nuovi impianti per la sicurezza e il segnalamento della Roma Lido;
- Inserimento nel nuovo Piano Sanitario Regionale del raddoppio dei posti letto nell'Ospedale Grassi e conseguente finanziamento per il tramite del'art. 20 della legge 68/1988;
- Potenziamento dell'attività riabilitativa a favore dei minori attraverso incremento di budget a ANFFAS, CRO e TSMREE della ASL;
- Avvio del servizio di emodinamica all'ospedale Grassi (permette agli infartuati una qualità della vita migliore se si interviene rapidamente);
- Riapertura delle sedi della ASL in L.go Girolamo da Montesarchio a Acilia e del Poliambulatorio di Ostia Antica in via delle Saline;
- Avvio dei lavori di ristrutturazione del S.Agostino per la realizzazione della casa della donna e del bambino;
- Completamente ristrutturati al Grassi i seguenti servizi: blocco operatorio, ortopedia, oculistica, otorinolaringoiatria, ginecologia, medicina, osservazione breve;
- costruita ex novo una casa per il parto in acqua;
E' poco? E' tanto? E' comunque un bilancio oggettivo da confrontare con quanto l'entusiasmo di Renata saprà produrre.
Commenti
1. Carla ha detto...
Andrea,tutte queste cose che la ditta Montino ha fatto sono importatnti,mi chiedo allora perchè la gente non vi ha dato fiducia?
3. andrea+storri ha detto...
Nella città di Roma abbiamo tenuto, nelle provincie siamo stati seppelliti.
4. Claudio ha detto...
Indubbiamente la Polverini ci sa fare: oltre alle presenze più che doppie sul territorio rispetto a quelle della Bonino, ha un modo di comunicare molto accattivante: linguaggio semplice e diretto, parole chiare su temi realmente sentiti (lavoro sanità ecc.), tono di voce convinto e stessa convinzione nel promettere di occuparsi dei problemi che dichiara di voler affrontare. Grande (apparente?) spontaneità nell'avvicinare la gente con grandi sorrisi e abbracci come se si trattasse di una vecchia amica. Spesso sono "piccoli" elementi a creare un personaggio ed è così che la Polverini, da semi sconosciuta, è diventata la presidente della regione Lazio. Certo, l'appoggio di Berlusconi e Fini ha fatto la sua parte, ma non sarebbe bastato con tutti i candidati possibili a garantire la loro vittoria. Ammettiamolo: tanto di cappello alla Polverini (e, soprattutto, impariamo!).
5. Lorenzo ha detto...
se per dialetto romanaccio intendi linguaggio semplice e diretto non sono d'accordo.dai un occhiata alla giunta della polveriri,leggi i nomi e cognomi e poi ne riparliamo.
6. Claudio ha detto...
Immagino che la giunta della Polverini farà rabbrividire e per questo ho votato PD per Bonino, però è utile interrogarsi sulle ragioni dei successi come degli insuccessi. Mentre la Polverini parlava esplicitamente di apertura degli osedali, riduzione delle liste di attesa, stabilizzazione dei precari etc. la Bonino non faceva che ripetere che da Presidente avrebbe convocato "gli stati generali della sanità per avere un quadro chiaro della situazione": ti sembra un argomento (e un linguaggio) altrettanto immediato e largamente comprensibile?...solo per fare un esempio. Se lo fosse stato i risultati nsarebbero stati evidentemente diversi.
7. andrea storri ha detto...
La Polverini non ha la minima idea della difficoltà di gestire economicamente la sanità laziale. Spero cominci a studiare sul serio o i buffi riprenderanno a crescere, ovviamente sulle nostre spalle. Ripeto la sconfitta, pesantissima, è nelle provincie a Frosinone dove due anni fa eravamo testa a testa c'è stato un tracollo, a rieti perdiamo 10.000 voti secchi, a Latina peggioriamo un dato già terribile. Da qui dobbiamo partire, capire come intercettiamo il voto nelle realtà meno consolidate dal punto di vista urbanistico e sociale.
8. Claudio ha detto...
“Capire come ripartire …” scrivi, Andrea: proviamo ad approfondire concretamente. I cittadini decidono di andare a votare (1) e votare per te(2) (inteso PD), quando da te si sentono rappresentati. Per sentirsi rappresentati devono potersi RICONOSCERE in quello che prospetti. Per potersi riconoscere è fondamentale AVERE UNA CHIARA IDENTITA’ (1) e SAPERLA COMUNICARE (2). Il problema dell’attuale PD è in questi due elementi e se ci pensi bene sono proprio quelli che ha saputo mettere in campo Vendola per vincere 2 volte (primarie ed elezioni). Il PD riposa troppo sugli allori del passato (per questo è sostenuto da persone con età media piuttosto alta), quel passato tuttavia dal quale fa fatica ad uscire per definire la nuova identità fatta non più di ex qui ed ex là. Sono certo che ti sarai accorto anche tu del senso di smarrimento che emerge anche nei sostenitori consolidati da decenni, perché anche loro faticano a riconoscersi in un partito così poco definito, spesso impegnato in lotte intestine, figurati quanto possano esserne attratti i giovani! Eppure siamo persone sicuramente profonde, animate da valori nobili che vorremmo espressi e realizzati in una società aperta, giusta, viva, che valorizzi le potenzialità delle persone, ma tutto questo non sono certo che arrivi fuori e tantomeno alle “realtà meno consolidate dal punto di vista urbanistico e sociale”. Una volta DEFINITA CHIARAMENTE l’identità bisogna renderla ESPLICITA, cominciare a parlare alle menti, ma anche ai cuori delle persone per risvegliare la voglia di impegnarsi perché torna di nuovo prepotente la SPERANZA e la voglia di costruire una società diversa. Non basta più (e abbiamo visto che non paga) urlare quanto è brutto Berlusconi, ma bisogna “far innamorare” del proprio progetto di società, avendolo chiaro e tornando tra la gente per farlo conoscere. Insomma: il consenso non piove dal cielo e bisogna guadagnarselo partendo proprio dalla correzione di quegli elementi di carenza che ho individuato. Forse serve anche una buona dose di umiltà da parte dei dirigenti che non ritengono di doversi mettersi in discussione e che debbano cambiare qualcosa nel proprio modo di fare e, diciamola tutta, per qualcuno, che lasci spazio a persone nuove spesso piene di idee e buona volontà.
9. Lorenzo ha detto...
Credo che dopo la vicenda Marazzo il risultato ottenuto a Roma e nel complesso non sia propio da buttare,la vicenda Marazzo è ancora impressa in tante menti e non dimenticata,presentare un canditato(che ritengo autorevole e faccio notare che lo stesso precedente governo B. volle Emma nel parlamento europeo)sia stata una scelta giusta,da rivedere il ritardo accumulato nell'appoggiare questa canditatura.C'è un altro dato importante da notare,la roma cristina non ostante l'appello del vicariato ha comunque scelto Emma,questo toglie ogni dubbio sul discorso religioso a sfavore della Bonino.
10. andrea+storri ha detto...
@ claudio: hai detto niente
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2. Lorenzo ha detto...
Ciao Andrea,sono numeri importanti,secondo me andavano fatti conoscere prima delle elezioni.Ho una dato importante per quanto riguarda l'elezione svoltesi nel Lazio.
Emma Bonino ha sostenuto circa 82 iniziative a Roma e provincia mentre Renata oltre le 180 iniziative,forse in questo dato si nasconde la sconfitta della Bonino,credo che nella provincia sia mancato il messaggio elettorale.
07/04/2010