Come è noto alcune regioni italiane, tra cui il Lazio, sono commissariate a causa dello squilibrio tra le risorse assegnata dal Fondo Sanitario Regionale e il costo della sanità regionale.
Nel 2007 è stato avviato un serio programma di risanamento dei conti sanitari.
Il Lazio è la regione peggiore, lo squilibrio tra entrate e uscite in ambito sanitario è spaventoso.
Sul piano tecnico le cose si compicano ed in questa complicazione la politica tende a fare molta confusione.
Nel 2005 il deficit tra entrate da Fondo Sanitario Regionale (di seguito FSR) e uscite era pari a due miliardi l'anno, cioè 4.000 miliardi di vecchie lire.
Nel 2009 dopo la cura da cavallo il deficit è sceso a 1,4 miliardi l'anno, cioè 2.800 miliardi di vecchie lire.
Si deve per correttezza evidenziare che il deficit è sceso di 400 milioni nel solo periodo di commissariamento (cioè dal luglio 2008 al 2009).
Quest'ultimo dato fa bene sperare in termini di possibilità di migliorare il risultato.
Il debito però è altra cosa e cioè la quota di uscite non coperta da altre entrate che non siano FRS.
Il centrosinistra è riuscito a non produrre ulteriore debito e cioè ha coperto la differenza delle uscite con altre risorse, (incremento addizionale regionale irperf e irap, fondino di accompagnamento statale, altre risorse di bilancio).
La differenza tra le politiche di Storace e del centrosinistra è stata dunque netta, perchè Storace ha peggiorato i conti aumentando accreditamenti e prestazioni mentre il centrosinistra li ha migliorati; inoltre il centrodestra non si è preoccupato di coprire i debiti con altre risorse (esclusa una fase in cui ha cartolarizzato gli ospedali) e ha lasciato 10 miliardi di debiti non coperti.
Oggi il Governo, nell'incontrare i presidenti delle regioni, ha dato loro una brutta notizia: quella di non poter usare i fondi FAS per coprire il deficit.
FAS sta per Fondi Aree Sottosviluppate e sono risorse che servono a rilanciare gli investimenti nel mezzogiorno d'Italia, sono perlopiu' di provenienza comunitaria.
Ora è chiaro che se si utilizzano per pagare i debiti non si va un granche' avanti, ne' nello sviluppo del mezzogiorno, ne' nel risanamento della sanita'.
Il mancato utilizzo dei fondi costrigera' le regioni ad aumentare ulteriormente le addizionali almeno di un 0,5 per cento in piu' oltre all'1,4 attualmente in vigore. Cio' significa che ogni 10.000 euro guadagnati si pagheranno 200 euro di tasse regionali, di cui 100 ordinarie e 100 a causa del deficit sanitario.
La posizione del Governo mira a dire alle regioni, tutte in mano al centrodestra, che si fa sul serio, che non ci sono scorciatoie e che il risanamento deve essere autentico.
La presidente Polverini ha gia' cominciato a polemizzare, il problema e' che deve cominciare a lavorare sodo, e soprattuto deve imparare a resistere alle mille pressioni che inevitabilmente subira'.
Sinceri auguri.